Film

Marriage Story

In Marriage Story sembra non ci sia bisogno neanche di un’ambientazione, solo di una camera spoglia. I personaggi sono definiti, palpabili, veri. Ogni scena porta con sé un fardello emotivo enorme, a volte fatto di piccoli gesti e sguardi fissi, altre di parole urlate e sottintesi. Mi ha spezzato più volte con estrema dolcezza, spesso in quegli attimi silenziosi difficili da afferrare. Ma i non detti, si sa, fanno rumore.

Film

J’ai perdu mon corps

Esiste una pratica orientale usata soprattutto nella meditazione che consiste nel concentrarsi su ogni parte del corpo partendo dai piedi. Sembra un esercizio banale e sciocco, ma in realtà permette di prendere consapevolezza di sé, di uscire dalle proprie abitudini e focalizzarsi su cose che diamo per scontate. Dalle unghie dei piedi ai lobi delle orecchie. J’ai perdu mon corps mi ha trasmesso questa semplice e fondamentale sensazione, trascinandomi in una sequenza delicata e poetica di esperienze sensoriali che spesso prescindono da un senso logico.

Film

The Irishman

The Irishman è una visione lenta, studiata, faticosa, è come vedere un tramonto che stenta a svanire. Un tramonto di rara e malinconica bellezza.

Libri

Daniel Cuello, Mercedes

Mercedes fa riflettere non solo su se stessi, ma sull’umanità intera. Sul potere che i sottintesi hanno sulle nostre vite, su quanto ogni giorno cerchiamo in tutti i modi di non vedere, sulle conseguenze di tutto questo. Il personaggio di Mercedes è così affascinante perché è un insieme di scomode e ingombranti verità nascoste. Ognuno di noi ha dentro di sé qualcosa di questa donna maestosa e prepotente, che voglia ammetterlo o meno.