Cortomiraggi

Miniserie

Unorthodox

Elisa

Unorthodox è una miniserie in quattro parti che, attraverso numerosi flashback, segue le vicende di una giovane donna in fuga dalla comunità ebraica ultra ortodossa di Williamsburg. Da subito l’intreccio si muove su due piani temporali che si intersecano continuando ad arricchirsi, dando vita a piccoli pezzi di un complicato e sofferto puzzle che sul finale acquisirà la sua completezza. Quel puzzle è Esty.

La storia di Ester “Esty” Shapiro è ispirata all’autobiografia di Deborah Feldman “Ex ortodossa. Il rifiuto scandaloso delle mie radici chassidiche”. Ispirata, e non tratta, poiché le scene che descrivono la vita della protagonista prima della fuga seguono la veridicità dei fatti, entrando prepotentemente nel cuore di una cultura rigida e conservatrice, mentre quelle ambientate a Berlino sono quasi del tutto frutto della finzione narrativa. Un appunto importante, visto che la differenza tra i due racconti è piuttosto marcata, forse troppo.

INIZIO SPOILER
Per quanto infatti abbia apprezzato la toccante incisività della storia, la sua importanza nel documentare una realtà lontana ma vicina, non posso dire di essere convinta delle vicende berlinesi. Ciò che accade a Esty dopo la fuga è troppo bello, troppo finto. Incontra solo persone disponibili e generose, ottiene un’audizione in una prestigiosa scuola di musica, trova un nuovo amore, si riavvicina alla madre e riesce perfino a trovare un punto d’incontro con il marito. Anche se la gioia nel vederla finalmente libera e felice è tanta, non è possibile definirlo un resoconto realistico. Non in tempi così stretti, almeno.
La cesura tra i due mondi è esagerata, stona, ma una chiave di lettura forse sono riuscita a trovarla. La vita a Berlino rappresenta non tanto la realtà ma un’idea di futuro, un sogno. È la speranza che manca a Williamsburg, è la libertà di pensiero e espressione, è un insieme di cose bellissime e possibili. Mi piace vederla così, mi sembra che acquisti un senso.
FINE SPOILER

L’attrice protagonista Shira Haas è formidabile, così espressiva. L’attrazione che riesce a esercitare intorno al suo personaggio è fuori dal comune, tanto che anche le parti ambientate a Berlino assumono grazie a lei una sfumatura di verosimiglianza.

Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *