Oggi c’è un cielo plumbeo, denso d’acqua, come quello che sovrasta Toni Servillo in La grazia. Un cielo, quello del film, a cui ho fatto davvero caso solo nel momento in cui sono apparsi i vestiti colorati di Aurora, la moglie defunta del protagonista Mariano De Santis, ritratto durante gli ultimi mesi di mandato come Presidente della Repubblica. Il cinema di Sorrentino si nutre spesso di contrapposizioni, esplora gli assoluti per parlare dei mortali, predilige i mortali più “rilevanti”, a volte li trasfigura. E quando trova l’equilibrio, quasi come avesse un bilancino, riesce a mettere di fronte ai dilemmi più urgenti.
In La grazia, Mariano De Santis è chiamato a decidere sulla firma di una legge sull’eutanasia e sulla concessione o meno della grazia a due detenuti. Vorrebbe arrivare ad una scelta priva di titubanze, ma sa che non è possibile, come gli dimostra anche la sua vita privata (Coco Valori vera diva del dubbio). Il suo semestre bianco appare quindi come un purgatorio morale, tra barre sporche e note pulite, geometrie e disordini, e più ci si addentra più il dilemma si fortifica. La sua solitudine del potere dialoga direttamente con la crisi della certezza vista in Il dubbio di John Patrick Shanley e con il principio di indeterminazione in A serious man dei fratelli Coen. Sebbene ambientati in contesti diversi — il Quirinale, una parrocchia del Bronx e la periferia ebraica del Minnesota — i tre condividono l’ossessione per l’incapacità di accedere alla verità assoluta.
In La grazia e Il dubbio la scommessa è etica, Mariano De Santis non ha prove certe e Sorella Aloysius nemmeno. Entrambi hanno l’autorità di agire sul destino altrui e la responsabilità di farlo. Per lei l’incertezza è scudo, per lui tormento, lei la martella, lui la evita, ma non c’è mai modo di districarla del tutto. E l’incertezza, quando dilaga, diventa il vuoto cosmico descritto in A serious man attraverso Larry Gopnik, un uomo in cerca di logiche ferree in un mondo governato dal caos e dall’indeterminazione. Il paradosso è inevitabile, perciò cosa resta?
[SPOILER SU LA GRAZIA, IL DUBBIO E A SERIOUS MAN]
Se sorella Aloysius sfocia nella disperazione e Larry, in piena ironia Coen, viene travolto dal cataclisma proprio quando rinuncia alla sua integrità, il destino di Mariano De Santis si rivela più ottimista. Sorrentino suggerisce che il coraggio non sta nello sciogliere il dubbio, ma nell’agire al suo interno. A volte “chiedendo dopo perdono e non prima per favore”.
[dal numero Scatole della newsletter cortomiraggi su substack]

