Da qualche giorno è arrivata su Netflix The beast in me, la miniserie creata da Gabe Rotter con Claire Danes, la Giulietta del cult shakespeariano di Baz Luhrmann nonché protagonista della serie di successo Homeland, e Matthew Rhys, noto per i suoi ruoli sul piccolo schermo, tra cui spiccano le apparizioni in Brothers and sisters e The americans. Sia Danes che Rhys ultimamente si muovono in universi narrativi fatti di tensioni e misteri e con quest’ultima uscita continuano ad approfondire il filone. La nuova storia di cui sono protagonisti vanta nella produzione due nomi importanti e legati al genere: la famosa attrice Jodie Foster (vista di recente in True detective 4) e Howard Gordon (già produttore di Homeland).
La miniserie, che si articola in otto puntate, segue l vicende della scrittrice Aggie Wiggs mentre è alle prese con anni di stress post-traumatico in seguito alla morte del figlio. Tra un blocco creativo e un’acidità dilagante, si imbatte in un nuovo vicino di casa: il miliardario Nile Jarvis, un uomo misterioso noto per essere stato assolto dall’accusa di omicidio della moglie. Tra i due lo scambio iniziale è aspro, lui le chiede il permesso di costruire una pista da jogging nel parco residenziale e lei lo rifiuta, lui le offre del vino e lei glielo riporta. Finché, un giorno, Aggie cede ad un invito a pranzo e inizia a vedere in Nile una figura interessante per il suo prossimo libro. È a quel punto che si innesca un gioco di fiducia reciproca e al tempo stesso sospetto, che spinge entrambi a fare i conti con i lati oscuri delle loro vite.
The beast in me, seguendo una scia di serie Netflix con volti noti e intrecci misteriosi come Black doves, si basa sulla costruzione di una tensione crescente. Non contano tanto i fatti narrati, ma il modo in cui vengono presentati e, soprattutto, interpretati. La suspense non deriva dall’attesa del colpo di scena, ma dalla speculazione orchestrata intorno ai protagonisti. Entrambi si misurano con la propria malvagità, una sarà più esposta e violenta, l’altra più subdola e autodistruttiva, ma sarà quel tratto in comune a farli convergere e allontanare con la stessa intensità.
[articolo originariamente pubblicato sul Messaggero Veneto]

