The pitt

Si è conclusa mercoledì su Sky la prima stagione di The Pitt, la nuova avvincente serie ideata da R. Scott Gemmill con protagonista Noah Wyle, noto per aver interpretato il memorabile Dr. John Carter in E.R. – Medici in prima linea. Anche in questo caso, Wyle si trova a vestire i panni di un medico, il Dr. Robby, quello intorno al quale ruotano tutte le trame e tutti i personaggi secondari.

L’intera vicenda si svolge nel fittizio Pittsburgh Trauma Medical Center, ribattezzato The Pitt, e l’arco temporale ricopre quindici ore di turno attraverso quindici episodi. Il tempo del racconto è quindi quasi sovrapponibile a quello della realtà, evidenziando la frenesia di un pronto soccorso e i momenti ripetuti a cavallo tra la vita e la morte che inevitabilmente scorrono sotto gli occhi di medici e infermieri. La squadra di specializzandi, studenti e strutturati fa capo a Robby, un uomo risoluto e sensibile che tenta di controllare le fondamenta di ogni situazione, mentre fa i conti con dolori repressi e stress accumulato. È su di lui che piombano le decisioni importanti, gli ultimi e cruciali passaggi, e la consapevolezza di non poter salvare tutti è sia devastante che indispensabile per dare sempre il massimo.

The pitt è un medical drama che rinnova un genere ormai abusato, esploso proprio con E.R. e poi con Grey’s Anatomy, inserendo una frammentazione temporale efficace – vista di recente anche nel film tedesco L’ultimo turno che ha per protagonista un’infermiera – e una caratterizzazione puntuale per ogni figura portata in scena. Dal personale, composto da medici e chiaramente non solo, ai pazienti, a cui si sommano i loro familiari. Gli incastri, emotivi e tecnici, sono molteplici e i fili che li legano ben delineati. Si conosce pian piano un pezzetto della vita di tutti, si intravedono i loro percorsi passati e forse futuri, il tutto mentre la tensione si fa via via crescente. Ed è per questo che, un’ora alla volta, è riuscita a conquistare largamente pubblico e critica, aggiudicandosi ben cinque Emmy Awards (compresi i premi come miglior serie drammatica e miglior attore protagonista) favorendo in fretta il rinnovo per la stagione successiva.

[articolo originariamente pubblicato sul Messaggero Veneto]